Dove trovarci

​

via Aldo Moro 41, 35010,

Vigonza (Padova)

Orari

​

Martedì - Venerdì

ore 9.00 - 19.00

Appuntamenti

​

Si riceve solo su appuntamento.

Termini di utilizzo e privacy

© 2026 by Flazio team, Proudly created with Flazio.com

Alessitimia e Burnout neurodivergente

01/07/2026 00:00

Dott.ssa Valentina Pasin

autismo, spettro-autistico, adhd, burnout, alessitimia, burnout-neurodivergente, sovraccarico, enterocezione,

Alessitimia e Burnout neurodivergente

Il burnout neurodivergente si sviluppa perché una persona non riesce a riconoscere appieno i propri segnali di stress e di sovraccarico se non quando il sistema

Molti pensano che il burnout neurodivergente si verifichi perché la persona "ha fatto troppo".

Ma più frequentemente il burnout si sviluppa perché una persona non riesce a riconoscere appieno i propri segnali di stress e di sovraccarico finché il suo sistema nervoso non è già oltre il limite di sopportazione.

Perché questo avviene?

Perché le persone autistiche e ADHD sono quasi sempre alessitimiche (le ricerche sull'autismo indicano una prevalenza dell'alessitimia nel 50% dei pazienti ma noi di Gruppo Empathie+ stiamo svolgendo uno studio scientifico in collaborazione con l'Università di Padova per aggiornare questo dato che riteniamo essere ampiamente sotto-rappresentativo).

 

Con alessitimia si intende la difficoltà nell'identificare e descrivere le proprie emozioni.

A partire dal 2020, grazie a Tony Attwood, essa è stata riconosciuta come una caratteristica clinica delle persone nello spettro autistico prima e ADHD poi.

Uno degli aspetti più interessanti di questo costrutto psicologico è il suo legame con uno degli otto sensi: l'enterocezione, ovvero la capacità di percepire ciò che accade all'interno del proprio corpo (stimolo della fame e della sete, della temperatura, della stanchezza, degli organi interni, ecc.). 


 

Per molte persone neurodivergenti, lo stress non si manifesta quindi con un chiaro segnale di allarme emotivo come ad esempio: "Sono sopraffatto"; "Devo rallentare"; "Sto raggiungendo il mio limite". 

I segnali possono invece presentarsi come: 

  • tensione muscolare;
  • mal di testa;
  • problemi di stomaco;
  • spossatezza;
  • annebbiamento mentale;
  • blocchi emotivi;
  • irritabilità;
  • improvvisa sensazione di incapacità di far fronte alla situazione

e non essere quindi collegati dalla persona a un possibile burnout.


 

Molti adulti autistici e ADHD raccontano infatti questo tipo di esperienza: "Pensavo di stare bene finché non sono crollato completamente." Si tende quindi a passare direttamente da una sensazione di capacità ad un improvviso crollo di tutte le risorse. Il burnout neurodivergente è allora ciò che può accadere quando un sistema nervoso atipico ha trascorso troppo tempo a sopravvivere senza avere accesso a chiari segnali di allarme.


 

La ricerca suggerisce che l'alessitimia sia fortemente correlata alle difficoltà di regolazione emotiva e alla salute mentale nelle persone autistiche; lo stesso possiamo pensare accada per le persone ADHD, anche se necessitiamo di ulteriori studi a riguardo. Uno studio ha rilevato che la difficoltà nell'identificare le emozioni gioca un ruolo significativo nelle problematiche di regolazione emotiva associate ai tratti autistici. Questo può aiutare a spiegare perché il burnout può sembrare improvviso, pur non essendolo affatto. Il sistema nervoso potrebbe aver accumulato stress per mesi o anni, mentre la persona continuava a sopportare sovraccarico sensoriale, mascheramento, monitoraggio sociale, esaurimento o autosoppressione cronica.


 

Quando una persona ha difficoltà a riconoscere i segnali interni di disagio, può continuare a funzionare ben oltre il punto in cui avrebbe bisogno di riposo, supporto o cambiamenti ambientali. Col tempo, il corpo smette però di collaborare. Questo è uno dei motivi per cui il burnout nelle persone autistiche è spesso frainteso. Dall'esterno, può sembrare che una persona abbia "improvvisamente" perso capacità o motivazione. Ma internamente, il sistema nervoso potrebbe essere stato sovraccarico per molto tempo. Il recupero dal burnout richiede quindi più del semplice riposo.


 

Per molte persone, il recupero implica imparare gradualmente a riconoscere lo stress precocemente: 

  • notare i segnali del corpo prima del collasso;
  • ridurre la necessità di mascherare lo stress;
  • creare ambienti con minore sovraccarico sensoriale ed emotivo;
  • permettere ai bisogni di diventare evidenti invece di essere costantemente ignorati;
  • comprendere che l'esaurimento è un'informazione, non un fallimento.


 

Questo è un tipo di lavoro che si può svolgere con il supporto di un/a terapeuta formato/a nelle neurodivergenze, all'interno di un percorso di psicoterapia adattata. Gruppo Empathie+ supporta centinaia di persone ogni anno in questo tipo di percorso di conoscenza di sé e apprendimento di strategie di auto-regolazione.

Se hai bisogno di questo tipo di intervento clinico, puoi contattarci!